Roma città dello sport per tutti
Roma città dello sport per tutti
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Questa mattina, il Campidoglio ha ospitato l’incontro “Roma per lo Sport, Impiantistica e mobilità sociale”, organizzato dal Comune di Roma in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico (Cip), l’ente di promozione sportiva Alleanza Sportiva Italiana (Asi) e la Toyota Motor Italia.

L’appuntamento è stato occasione per fare il punto sulla situazione sportiva della città eterna a livello non solo di grandi eventi ma soprattutto di pratica sportiva e accessibilità agli impianti, esistenti e in costruzione, delle persone disabili.

Solo per citare alcuni grandi eventi, Roma ospita stabilmente il Torneo delle 6 Nazioni di rugby, gli Internazionali d’Italia di tennis, il Golden Gala, la Maratona di Roma e il Concorso Ippico di Piazza di Siena; dal 2008, la finale della Coppa Italia di calcio si gioca in una gara unica all’Olimpico. È per la prima volta la sede del Festival del Fitness, degli Europei di Beach Soccer e di una tappa del beach volley FIVB World Tour 2009 e il beach tennis. Nelle prossime settimane poi, nella città eterna si disputeranno i Mondiali di nuoto, ci sarà il traguardo del 100° Giro d’Italia e, per la quarta volta nella sua storia, la finale della Champions League.

Così, in questo momento di forte crescita, per consentire alla città di continuare a ospitare in maniera adeguata questi grandi eventi e per rilanciare la diffusione della pratica sportiva di base, l’amministrazione comunale ha varato il “Piano regolatore per l’impiantistica sportiva e per lo sport”. Tra le finalità vi è l’ammodernamento delle strutture sportive esistenti (è attualmente in corso la fase di monitoraggio), così da uniformarle agli standard qualitativi dei più importanti impianti internazionali e, inoltre, curare con particolare attenzione l’accesso delle persone disabili agli spalti e alle zone di gioco per garantire a tutta la popolazione una partecipazione a 360° alla vita sportiva della città. Lo Stadio Flaminio è stato già dotato di nuovi accessi e posti a norma per i disabili. A luglio, invece, partiranno i lavori della Cittadella dello Sport al Tre Fontane, il primo centro paralimpico nazionale (dovrebbe essere ultimato nel 2011) e nuova sede del Cip.

Un forte supporto è dato dal Comitato Italiano Paralimpico, che, infatti, è sempre più presente sul territorio capitolino con attività di “top level” e promozione scolastica; ha una commissione permanente che si occupa dell’inserimento di una programmazione sportiva specifica per ragazzi disabili nelle scuole ed è già attiva con attività territoriali di sport integrato che coinvolgono 2500 studenti di circa 70 istituti primari, secondari e superiori (si stima che circa un 5% degli studenti romani sia portatore di handicap). Nel 2008, a livello agonistico, sono state organizzate la World Cup di Basket per disabili intellettivi al Palatiziano e la terza giornata paralimpica, mentre 5 atleti di società capitoline hanno vinto una medaglia alle Paralimpiadi di Pechino: Protopapa e Agoletto (oro canottaggio), Pellegrini (bronzo scherma), Podda (un argento e un bronzo nel tennis tavolo) e Vitale (bronzo nel tiro con l’arco).

Tra le “nuove” realtà attive in questo settore c’è anche Alleanza Sportiva Italiana che ha da poco sviluppato un propria sezione riservata agli sportivi disabili e che sta studiano dei protocolli d’intesa con centri riabilitativi: nei primi mesi di attività, 1500 sportivi e 80 società si sono affiliati all’Asi.
Infine, oggi la Toyota Motor Italia ha consegnato al Cip 6 “Toyota Hiace” che si aggiungono alle 11 vetture già donate dalla casa automobilistica nipponica per il trasporto di atleti disabili. Grazie al parco macchine fornito al Cip dalla Toyota, da giugno 2006 più di 20mila persone disabili in tutta Italia hanno gareggiato  in  circa 500 eventi sportivi amatoriali e agonistici. Con questa donazione, la Toyota vuole sensibilizzare il pubblico sul problema che i disabili affrontano quotidianamente negli spostamenti, e ribadire il suo impegno nel sostenere un nuovo concetto di mobilità sociale che veda maggiore aiuto ai i portatori di handicap.

«Sport non è solo performance agonistica – ha dichiarato l’On. Alessandro Cochi, Delegato allo Sport del Comune di Roma - è uno strumento aggregativo e valoriale che supera le differenze, abbatte le barriere e favorisce l’integrazione nel tessuto sociale. Attraverso un’azione decisa a più livelli, l’Amministrazione comunale intende adoperarsi affinché l’accessibilità al mondo sportivo diventi una realtà. Per questo abbiamo messo in campo idee e possibili soluzioni, che passano per adeguamenti delle strutture sportive esistenti nell’ottica di “un’architettura intelligente” con le barriere ridotte al minimo, alla realizzazione di nuovi progetti, all’uso di impianti comunali e scolastici fruibili nelle ore pomeridiane. L’obiettivo è rendere Roma una vera capitale sociale dello sport».

«Il 2009 sarà un anno magico per la nostra città – ha ricordato Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico – mi riferisco ai tanti eventi che Roma è stata chiamata ad ospitare, dal Sei Nazioni di rugby ai Mondiali di nuoto e baseball, passando, tra le altre cose, per la finale della Champions League di calcio e agli Internazionali di tennis, manifestazioni che hanno ribadito, ancora una volta, la necessità di intervenire profondamente nel campo dell’impiantistica sportiva. Roma deve tornare ad essere una vera “Capitale dello Sport”, recuperando in fretta la sua vocazione olimpica e paralimpica, diventando, ancora più di oggi, teatro di grandi eventi sportivi e, come tale, dotata di strutture sportive ed infrastrutture necessarie a garantite tali obiettivi. Tali opere diventeranno successivamente patrimonio della città e fruibili, quindi, dall’intera cittadinanza, con attività di carattere integrato comprendendo, quindi, quelle relative alle persone disabili, in un concetto di più ampia normalità e di uno sport che sia davvero per tutti e senza differenze».

«La crescita e il corretto sviluppo di un Paese – il commento dell’On. Claudio Barbaro, Presidente di Alleanza Sportiva Italiana -  non può prescindere da un’adeguata e radicata mobilità sociale. Ad essa, infatti, si deve il superamento di privilegi, un maggiore rispetto dei diritti e la garanzia della valorizzazione del capitale umano che ogni società possiede. È certamente un bene, pertanto, se le istituzioni dedicano la necessaria attenzione a questa esigenza sociale, considerandola urgente anche in settori, come ad esempio lo sport, dove certamente molto si è fatto negli ultimi anni, ma dove persistono ancora limitazioni che rendono di fatto inaccessibile la pratica sportiva, a persone affette da disabilità motoria o mentale. Il ruolo delle amministrazioni locali, in particolare, è certamente essenziale poiché esse possiedono gli strumenti più efficaci per intervenire dove il processo di mobilità, non soltanto nello sport, presenta maggiori resistenze».

«Attraverso la partnership con il Comitato italiano Paralimpico – ha aggiunto Lorenzo Matthias, Direttore Relazioni Esterne Toyota Motor Italia – abbiamo cercato di sostenere la diffusione della pratica sportiva tra i disabili. I risultati ottenuti dal Cip sul territorio, anche grazie alla nostra collaborazione, sono motivo di grandissima soddisfazione e orgoglio. Dal 2006, le nostre vetture donate al Cip hanno percorso in tutta Italia oltre 500mila km, molti dei quali nella zona di Roma, città molto attiva negli sport paralimpici a livello amatoriale e agonistico. La recente World Cup di basket per disabili mentali, alla quale abbiamo partecipato garantendo i trasporti per tutti gli atleti, ha dimostrato che la capitale può ospitare questi eventi: la Toyota conferma il suo sostegno al Cip affinché altri appuntamenti internazionali possano essere organizzati nella città eterna».